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Vecchio Domenico Ex cliente Benetton a Licata

IL CLIENTE BENETTON DI LICATA IN GROSSA DIFFICOLTA’ ECONOMICA CHIUDE I SUOI NEGOZI

Avevo meno di 18 anni quando ho iniziato a lavorare nel negozio Benetton di mio cugino, durante il periodo estivo. Successivamente ho avuto l’occasione di rilevare alcune quote del negozio.

Il rapporto di lavoro vero e proprio con il gruppo Benetton inizia nel 1995 e termina nel 2011. Avevo la gestione di tre negozi: United Colors of Benetton adulto e bambino a Licata, in Corso Umberto 80, un punto vendita Sisley a Licata, sempre in Corso Umberto ma al civico 76 e un ultimo negozio New born linea neonato.

L’azienda era una ditta individuale dove lavoravamo mio fratello, mia sorella e mia moglie, in più lavoravano con noi sei dipendenti. Il rapporto era il classico rapporto di franchising dove l’azienda madre imponeva tutto.

Non ricevevo da parte del brand di riferimento niente, nessun supporto se non nel momento di fare il campionario dove il budget (indipendentemente dall’andamento dei profitti) era imposto.

 

Le difficoltà sono aumentate con il tempo in seguito alla concorrenza di nuovi marchi che proponevano prodotti alla moda, mentre noi eravamo fermi ai campionari vecchi, che non venivano più considerati e apprezzati dal pubblico. Inoltre, i negozi Benetton erano gli unici a non avere un software gestionale che potesse verificare l’andamento delle vendite.

Nessun consiglio per risollevare le sorti del negozio. L’unica cosa che ci è stata proposta è stata il cambio del personale, come se la colpa fosse solo nostra, facendoci credere che gli altri esercenti Benetton avevano successo nella gestione del punto vendita.

Il rapporto con Benetton si è concluso nel peggiore dei modi: vendendo i negozi agli altri esercenti, e con il denaro incassato da Benetton il debito veniva azzerato. Chiaramente il debito che avevo con le banche restava, così come rimanevano i problemi con il fisco.

Autore: vecchio domenico

One comment

  1. alessia capoccia

    Ci abbiamo messo anima e corpo coinvolgendo tutti i famiari sacrificandoci e sempre presenti a discapito dei nostri figli che oggi ci rimproverano di aver rinunciato a loro per un’ azienda che non solo ci ha messo ko ma ha permesso a molti di giudicarci offenderci e ci ha tolto la dignità!

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