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QUADRIFOGLIO s.r.l. un’intera vita di lavoro distrutta dai Benetton

Grosseto Centro Commerciale Aurelia Quadrifoglio Benetton

GROSSETO. “QUESTA E’ LA MIA STORIA, LA STORIA DELLA MIA FAMIGLIA, LA FAMIGLIA LUIGETTI ROVINATA DAL RAPACE GRUPPO BENETTON DOPO OLTRE TRENT’ANNI DI GESTIONE DI NEGOZI DEL LORO MARCHIO, DAL 1977 FINO AL 2012, QUANDO HO DOVUTO CHIUDERE IL MIO ULTIMO NEGOZIO. UNA DISAVVENTURA PURTROPPO SIMILE PER MOLTI VERSI AD ALTRE VICENDE RACCONTATE DA TANTI ALTRI COMMERCIANTI “BISTRATTATI” (PER USARE UN EUFEMISMO)”. ANNALISA LUIGETTI.

Quadrifoglio è una società a responsabilità limitata, attualmente in liquidazione, i cui soci ed amministratori siamo io e i miei genitori Enrico Luigetti e Gabriella Rocchi. Una società “di famiglia” costituita unicamente per la gestione dei rapporti con il gruppo Benetton e la conseguente attività commerciale e per la quale abbiamo speso, ormai, un’intera vita di lavoro

La mia famiglia ha aperto il primo punto vendita di prodotti Benetton a Grosseto, denominato “Jeans West” addirittura nel lontano 1977  e nel tempo abbiamo completato sul mercato di Grosseto la gamma delle linee Benetton (Sisley, 0.12 e merceria). Solo successivamente, nel 1985, abbiamo costituito la società Quadrifoglio s.r.l., che ha proseguito in continuità l’attività rilevando il punto vendita a marchio Benetton in Grosseto.

Sin dal primo momento il rapporto tra Benetton e Quadrifoglio ( cioè con la nostra famiglia) non ha trovato disciplina formale in un documento scritto e sottoscritto tra le parti. La parte più forte (ovviamente Benetton), si è sempre accuratamente e proditoriamente sottratta alla regolamentazione formale del rapporto. Autoritativamente, sotto il vincolo della consegna della merce, ne ha determinato unilateralmente il contenuto e le condizioni, imponendoci di volta in volta acquisti, prezzi, condizioni, campagne promozionali, saldi, investimenti (punti vendita, lay out, arredi, complementi, ecc.) e strategie commerciali (linee di prodotto, prezzi e quantità). Benetton ovviamente, ha preteso che tale punto vendita, obbligatoriamente dotato di insegna con il proprio marchio, fosse adibito esclusivamente alla vendita dei propri prodotti.

Già nel 1985, viene Benetton ci impone di aprire un nuovo punto vendita (Corso Carducci n° 94/96) di dimensioni mai viste sul mercato di Grosseto (oltre 500 mq. sul corso principale) contro uno standard provinciale di 60/80 mq., con costi (affitto, avviamento commerciale, ristrutturazione, arredi, ecc.) interamente a carico nostro, cioè della nostra società Quadrifoglio.

Nel 1993, per il tramite di propri responsabili di area, Benetton ci chiedeva di inserire anche la linea Sisley all’interno della struttura di cui sopra e ci imponeva, attraverso un’azienda “consigliata” (la Contract di Treviso), il completo cambio arredo nel punto vendita per la rilevante spesa di 600 milioni di lire dell’epoca! Ma già nel 1999, con lettera firmata dal responsabile pro tempore della linea Sisley di Benetton, si condizionavano le future consegne della merce all’apertura di un nuovo, centralissimo (Corso Carducci n°49/51), punto vendita dedicato esclusivamente a quella linea di prodotto.

Pretesa ritenuta irragionevole dalla Quadrifoglio (la nostra famiglia) sia perché quella sola linea di prodotto non avrebbe consentito l’ammortamento dell’investimento, sia perché si sarebbero perdute quelle sinergie tra marchi ed etichette tutte riconducibili al gruppo Benetton che ne avevano sino ad allora assicurato il positivo andamento.

L’apertura è effettivamente avvenuta nel 2001, sempre a nostre spese esclusive, ma ben presto (aprile 2004), si dovette intervenire cedendo il relativo ramo d’azienda perché non sostenibile economicamente a causa degli alti costi di gestione e di un fatturato precipitato ai minimi storici.

Malgrado le costanti difficoltà rappresentate da un rapporto fortemente squilibrato a favore del “contraente forte”, la mia famiglia, proprietaria della società Quadrifoglio s.r.l. ,ha sempre onorato con regolarità, per oltre 30 anni, i pagamenti delle forniture nei confronti del ricorrente nonché dei servizi e delle forniture nei confronti delle altre aziende del gruppo Benetton o dallo stesso “consigliate” per trasporti, depositi, consulenze, esecuzione di lavori di ristrutturazione, forniture di arredi, leasing, ecc.

I rapporti hanno purtroppo avuto uno sviluppo irreversibilmente negativo, fino all’attuale crisi definitiva, a decorrere dal 1° maggio 2009, dopo che Benetton ha affidato per suo conto la cura dei rapporti con Quadrifoglio alla propria agente Green s.r.l., rappresentata dal sig. Marco Ronzani (cfr. nota Bencom del 21/04/2009)

Il sig. Ronzani, agendo su mandato di Bencom, ha preteso da noi acquisti sempre più massicci di merce, oltretutto in un momento di oggettiva e notoria recessione, quando le condizioni e le prospettive di mercato avrebbero consigliato invece una contrazione dei quantitativi.

Quando nel corso del 2010, si è avuta notizia dell’imminente apertura del primo “Centro Commerciale” della città (e della provincia) di Grosseto, denominato “Aurelia Antica”, il rappresentante di Benetton ci ha indotti ad impegnarci, sempre tramite la società Quadrifoglio da noi costituita, in un nuovo eccezionale investimento: aprire un punto vendita nell’anzidetto Centro Commerciale, le cui esagerate dimensioni, l’organizzazione degli spazi, gli arredi e la quantità di prodotti da approvvigionare per la vendita al consumo sono stati ancora una volta decisi unilateralmente dallo stesso sig. Marco Ronzani, per conto del gruppo Benetton.

A nulla sono valse le nostre osservazioni  circa l’eccessiva onerosità dell’investimento e i dubbi sulla sostenibilità dei maggiori costi di gestione e di personale da impiegarvi, salvo prendere atto ingenuamente e in buona fede e fare affidamento su quanto dichiarato dal sig. Marco Ronzani di una significativa partecipazione all’investimento del gruppo Bencom, cosa che, ovviamente, poi non è avvenuta.

In cambio di una promessa di compartecipazione all’investimento mai mantenuta, Benetton ha preteso ancora una volta l’inserimento esclusivo del proprio marchio nel contratto d’affitto e l’apposizione di propria insegna nel nuovo punto vendita.

La natura peculiare del rapporto in essere, evidentemente e fortemente sbilanciato in favore del gruppo Benetton, non ci ha consentito di incidere sulle strategie commerciali del contraente più forte, salvo rinunciare all’esclusiva del marchio Benetton in Grosseto (argomento più volte minacciato dalla stessa Benetton durante il confronto) ovvero di uscire dalla rete di distribuzione Bencom perdendo l’avvio commerciale costruito a nostre spese in 30 anni di esercizio.

I fatti purtroppo ci hanno dato ragione, le nostre previsioni si sono rivelate azzeccate: il venduto si è attestato su quantità che non ci hanno consentito di sostenere i costi di funzionamento del secondo punto vendita né, ovviamente, di smaltire le quantità esagerate di merce consegnata unilateralmente da Benetton.

La mia famiglia quindi è stata quindi costretta ad assumersi (ancora una volta senza alcun contributo del gruppo Benetton) anche i gravosissimi costi di disinvestimento nel Centro Commerciale “Aurelia Antica”.

Nel corso del rapporto, in più di una occasione abbiamo richiesto la riconciliazione delle partite di dare e avere, e la verifica della merce effettivamente consegnata; Infatti, nel corso del 2012 ci eravamo resi conto che Bencom non aveva provveduto a consegne di merce, in particolare per la stagione autunno 2012 – inverno 2013.
Sollecitati più volte a fornire chiarimenti in proposito i rappresentanti di Benetton, non ci rispondevano o lo facevano in modo evasivo, senza comunque provvedere alle consegne.

Nel mese di agosto 2012 noi rappresentanti di Quadrifoglio siamo stati finalmente convocati dal gruppo Bencom a Castrette di Villorba per il giorno 7 settembre 2012. In quell’occasione, i rappresentanti del gruppo Bencom intervenuti alla riunione ci facevano presente che le mancate consegne erano dovuta al fatto che Bencom risultava creditore nei nostri confronti di  di significativi importi di merce consegnata, fatturata e non pagata, e che, in mancanza di pagamento di tale debito, non si sarebbe proceduto alla consegna di altra merce.

Da parte nostra, noi facevamo  presente la necessità di provvedere alla verifica della merce effettivamente consegnata (atteso anche il già descritto blocco delle consegne da parte di Bencom) ed alla riconciliazione ed esatta definizione dei conti dare/avere con Bencom, anche alla luce dei danni da noi subiti a causa dell’investimento nel Centro Commerciale “Aurelia Antica” ed all’impegno, inizialmente promesso e mai mantenuto, di partecipazione del gruppo Benetton a tale investimento.

Assicuravamo infine la volontà di Quadrifoglio s.r.l. di pagare la merce , dichiarandoci disponibili a fornire, ove richieste, garanzie al riguardo. Sempre, ovviamente, che tale merce venisse consegnata con la massima urgenza, in considerazione dell’ormai non rinviabile apertura della nuova stagione.

I rappresentanti del gruppo Bencom prendevano atto delle nostre posizioni ed avanzavano a loro volta una singolare proposta: il gruppo Bencom si offriva di acquistare il ramo d’azienda di Quadrifoglio, costituito dal complesso di beni e servizi organizzato per la conduzione del noto locale di Corso Carducci.

Una volta definito il prezzo d’acquisto, Bencom avrebbe imputato in conto pagamento del corrispettivo i propri
eventuali crediti accertati all’esito della verifica di cui sopra. A nostra volta noi prendevamo atto di tale proposta e ci impegnavamo a valutarla ed a proseguire in buona fede le trattative.

Tornati a Grosseto, fummo costretti a proseguire , pur fuori stagione, nella campagna di vendite a saldo, in attesa della ripresa della consegna della merce da parte di Bencom, come concordato nella riunione del 7/9.

Alla fine del mese di settembre 2012, non vedendo arrivare la merce ed essendo in grande difficoltà in quanto unico negozio del centro di Grosseto con ancora in esposizione solo merce estiva, sollecitavamo ripetutamente la consegna sia all’agente Ronzani, sia alla sede Benetton di Ponzano.

Dopo molti vani tentativi, il sig. Ronzani, nel corso di specifica riunione tenutasi presso la sede di Quadrifoglio in data 3 ottobre 2012, finalmente ci comunicava che la consegna della merce da parte di Bencom sarebbe ripresa solo dopo aver ricevuto un formale impegno alla cessione d’azienda proposta nella riunione di Castrette.

A fronte della perentorietà di tale posizione, si insisteva, da parte Benetton nel sottrarsi alle richieste di verifica merce e riconciliazione dei conti avanzate da Quadrifoglio.

In data 20/09/2012, Quadrifoglio (noi) inviava a Benetton raccomandata a.r. con la quale faceva
tra l’altro presente:

1 di non poter oggettivamente assumere, allo stato, alcun impegno sulla cessione
dell’azienda, in mancanza di un accordo sui relativi elementi essenziali (prezzo,
termini e condizioni) e dei relativi testi contrattuali;

2 Di essere pronti a definire, previa riconciliazione dei conti, eventuali situazioni
debitorie;

In data 10 ottobre 2012, in risposta a tale nota, Bencom ci trasmise via e-mail uno schema di lettera di intenti avente ad oggetto la (sola) cessione d’azienda Quadrifoglio e, a seguito di ulteriore nostra richiesta  dei meri schemi negoziali senza fare nessun riferimento alla nostra richiesta riconciliazione dei conti.

In data 06/11/2012, con raccomandata a/r, reiteravamo formalmente a Bencom la richiesta di concordare i necessari elementi essenziali del contratto di cessione (esatta identificazione dell’oggetto, prezzo, durata, patti, ecc.), dicendoci disponibili a valutare tale cessione solo a fronte della contestuale stipula di contratto d’affitto
dell’azienda ceduta alla stessa Quadrifoglio e di patto di riacquisto a favore della medesima.

Nella medesima nota, lamentavamo ancora una volta la mancata consegna della merce, con i danni relativi. Quanto all’asserito debito pregresso, prendeva atto che, in attesa anche delle richieste verifiche, “tale debito sarebbe rimasto sospeso sino alla
finalizzazione della compravendita”.

In data 29/11/2012 Bencom ci ha risposto con raccomandata a/r:

1 Si diceva d’accordo a riaffittare l’azienda acquistata ed a concedere opzione di riacquisto a Quadrifoglio, ma, ancora una volta, non forniva alcun concreto elemento di valutazione né formulava alcuna proposta di prezzo, termini e condizioni per i contratti in discussione (cessione d’azienda, contratto di affitto, opzione di riacquisto);

2 Confermava che la merce non era stata più consegnata “perché non avete aderito alla nostra proposta e, infine, per vostra scelta, in quanto avete preferit liquidare il magazzino esistente. … “(e quindi non faceva più riferimento a interruzione delle consegne per asseriti debiti pregressi).

3  Sottolineava che “Il debito arretrato resta sospeso fino alla compravendita e poi inizierà il relativo piano di ammortamento”

4 “il corrispettivo di cessione verrà portato, per la parte eccedente il residuo leasing qualora Bencom si surroghi a Quadrifoglio, a totale compensazione del debito arretrato”.

Ancora una volta, Bencom, con la consueta arroganza, approfittando della sua preminente posizione contrattuale e della debolezza nella quale ci siamo trovati a causa loro (mancate consegne, mancata riconciliazione dei conti di dare/avere, asserito credito per mancati pagamenti, ecc.) ammette di non aver consegnato la merce adducendo a scusante di tale proprio comportamento il fatto che Quadrifoglio “non ha aderito alla proposta” e provocatoriamente, perché la Società avrebbe “preferito” smaltire gli accumuli di magazzino.

Vale solo la pena di precisare, a quest’ultimo riguardo, che Quadrifoglio (noi), non avendo disponibile merce per la stagione corrente a causa delle mancate consegne di Bencom, pur di non interrompere l’attività ha forzatamente effettuato una prolungata svendita dei capi di magazzino. Non abbiamo “preferito”, anzi al contrario “siamo stati costretti” ad effettuare una liquidazione straordinaria.

In data 12/12/2012 con e-mail indirizzata al legale di Quadrifoglio, Bencom ci trasmette altri schemi contrattuali relativi alla cessione d’azienda, ma con “molte parti in bianco e ancora da completare”, e ci chiede che vengano forniti una serie di elementi riguardanti l’immobile di Corso Carducci e la Società Quadrifoglio.

In data 01/02/2013 tramite il nostro legale,  Quadrifoglio riponde a tale e-mail con raccomandata a.r. :

1 Vengono puntualmente trasmessi gli elementi e la documentazione richiesta da Bencom relativamente alla cessione d’azienda.

2 Si evidenzia che “il corrispettivo di cessione va quindi definitivamente concordato, anche in relazione a quanto precisato in particolare nel successivo punto 6”.

3 Si fa espressa riserva (punto 6 della nota) che, “nell’ambito della transazione in corso, andranno ovviamente anche definiti: – L’esatto ammontare del debito di fornitura residuo a carico di Quadrifoglio ed i relativi tempi/modalità di pagamento; – Le modalità di contribuzione del Gruppo Bencom ai danni subiti da Quadrifoglio per l’investimento nel Centro Commerciale “Aurelia Antica”, tenuto anche conto di quanto sostiene la stessa Quadrifoglio circa l’impegno non mantenuto, assunto da rappresentanti del Gruppo, di un contributo dello stesso a tale investimento; – La sorte dei danni subiti da Quadrifoglio a causa della mancata consegna da parte Vostra della merce Autunno/Inverno 2012/2013 a suo tempo ordinata.

In data 13 febbraio 2013 Bencom con e-mail risponde a sua volta a tale nota, facendo presente a che “le eccezioni che Lei mi ha rappresentato non combaciano con gli accordi raggiunti a suo tempo e che sono riportati nei testi che Le avevo trasmesso”.

Ancora una volta va sottolineata l’assoluta mancanza di buona fede da parte di Bencom nella conduzione delle trattative e del rapporto con la nostra famiglia, date le “molte parti in bianco o ancora da completare”. Inoltre, ancora una volta a dimostrazione dell’evidente disparità di posizione dei contraenti, Bencom trascura completamente le nostre legittime richieste di approfondimento e si sottrae alla richiesta di un incontro che sarebbe per chiunque ineludibile data l’importanza dei negozi da concludere, inotre ignora, e non potrebbe fare altrimenti, le ripetute richieste di verifica dei rapporti pregressi e di riconciliazione dei conti.

In data 12/03/2013, in piena pendenza della trattativa ci giunge la nota di Bencom con la quale si diffida la società al pagamento degli asseriti crediti pregressi.

In data 16/03/2013 attraverso il nostro legale rappresentante di Quadrifoglio, rispondiamo ribadendo per l’ennesima volta:

“In relazione alle Vs. comunicazioni in oggetto, al fine di consentirci i necessari riscontri contabili, siamo a chiederVi di indicarci i documenti contrattuali e fiscali cui le medesime si riferiscono, trasmettendocene copia, con i relativi, eventuali ordini di acquisto da noi sottoscritti.
Vi chiediamo inoltre di comunicarci formalmente se la Vs. richiesta comporti interruzione delle trattative in essere per l’acquisto della ns. azienda da parte Vostra. In mancanza, non potremo dare alcun seguito alle Vs. richieste.”

In data 04/04/2013, Bencom ci invia ulteriore, perentoria raccomandata nella quale ribadisce che la propria “offerta iniziale (MA QUALE???) non è modificata e non è modificabile” e che “nulla ricevendo da parte vostra entro 7 giorni dalla presente ci sentiremo liberi di agire nei confronti della vostra società”.

Si è visto che non esiste nessuna offerta iniziale, avendo sempre confermato la stessa Bencom la necessità di completare la struttura negoziale dei fondamentali elementi così come si è dimostrata l’oggettiva impossibilità della nostra famiglia Luigetti a valutare la convenienza di un contratto incompleto dei suoi stessi elementi essenziali (prezzo, condizioni di pagamento, ecc.). Per inciso, si sottolinea come Bencom si sottragga per l’ennesima volta alla verifica dell’esistenza e consistenza di un credito che usa come vera e propria minaccia per forzare le nostre decisioni.

In data 9 aprile 2013, rispondiamo a tale assurda presa di posizione di Bencom con  raccomandata a.r. anticipata via e-mail sottolineando l’impossibilità di aderire ad una proposta mancante di quasi tutti gli elementi essenziali, e rilevando ancora una volta che Bencom pretende da noi il pagamento di assunti crediti “senza fornire i relativi
supporti contabili e fiscali, senza accettare la nostra richiesta di riconciliazione dei conti ai fini di accertare la sussistenza ed eventuale consistenza del debito, e con minaccia di azioni di recupero in mancanza di riscontro.”

Quadrifoglio, a seguito della mancata consegna della merce da parte di Bencom e nella conseguente impossibilità di svolgere la propria normale attività, ha effettuato, al solo fine di evitare la chiusura, una liquidazione straordinaria, protrattasi, di fatto, dall’agosto 2012 alla primavera 2013, ha subìito la richiesta delle Banche di rientro delle proprie esposizioni, ha ricevuto dal proprietario dei locali di Corso Carducci formale disdetta del contratto di locazione, è stata obbligata a trasferire la attività sociale nei ben più modesti locali di Via Aurelia Nord n. 98, ove abbiamo proseguito la vendita (a prezzi di realizzo) dei prodotti a marchio Benetton, con le scorte di magazzino esistenti.

In tutti i casi, come oggettivamente risultante da quanto sopra esposto e dalla documentazione allegata:

1 Quadrifoglio non ha mai riconosciuto il credito asseritamente vantato nei suoi
confronti da Bencom, oggetto della presente procedura monitoria;
2 Quadrifoglio ha ripetutamente richiesto invano a Bencom di fornire la
documentazione contrattuale a sostegno di tale credito e la prova delle asserite
consegne;
3 Bencom si è sempre sottratta alle ripetute, legittime richieste di verifica merce
e di riconciliazione dei conti avanzate da Quadrifoglio.

Ho deciso di raccontare questa brutta vicenda soprattutto per mettere in guardia altri imprenditori che abbiano intenzione di aprire un negozio a marchio Benetton

 

Autore: Annalisa Luigetti

3 comments

  1. vecchio domenico

    Il ripetersi delle storie…sempre la stessa trama…L’ imposizione di merce per aumentare il fatturato ma con il risultato che aumentavano le perdite, imposizione dell’ arredo….la convinzione da parte loro che il problema eravamo noi..il nostro personale….invece il problema ma come si evince il loro sistema MALAVITOSO E RICATTATORE del gruppo Benetton

  2. alessia capoccia

    lo stesso dramma,vite distrutte……….

  3. Cristina Magalini

    Purtroppo le storie si ripetono e leggendole, per tutti noi si riaprono ferite dolorosissime che non riusciremo mai a cancellare.
    Forza Annalisa

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